Climatizzatore auto: di che manutenzione ha bisogno?

Data
14 giugno 2022
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Dapprima come optional, poi di serie, il condizionatore auto è divenuto negli anni un accessorio fondamentale, utile d’estate per guidare in totale comfort ma anche durante il resto dell’anno. L’utilizzo dell’aria condizionata infatti impedisce la formazione dell’umidità all’interno del veicolo evitando l’appannamento sulla parte interna dei finestrini.

Anche il condizionatore, come tutte le componenti dell’auto, è soggetto ad usura. Va quindi controllato, pulito e sanificato periodicamente in modo da garantirne il corretto funzionamento. Prima di rimetterlo in funzione dopo i mesi invernali, soprattutto prima di affrontare un lungo viaggio, è cosa buona e giusta procedere con un controllo presso un centro di assistenza specializzato. Si consiglia di controllare il condizionatore almeno ogni due anni oppure ogni 60.000 km. Questo perché la quantità di gas che permette al condizionatore di entrare in funzione può diminuire nel tempo, richiedendo così maggiore energia all’auto per entrare in funzione determinando un aumento dei consumi. Con la ricarica dell’impianto di condizionamento viene ripristinato il corretto livello di gas refrigerante presente nel circuito. Esistono diversi tipi di gas; i più recenti sono meno dannosi per l’ambiente, mentre quelli più “datati” sono altamente infiammabili; per questo motivo si sconsiglia caldamente un intervento “fai-da-te”.

Ogni quanto va fatta la manutenzione del climatizzatore
A differenza dei climatizzatori che ognuno di noi ha ormai all’interno della nostra casa, l’aria condizionata della nostra vettura necessita di una manutenzione maggiormente frequente ed accurata. Quando un dispositivo del genere inizia a perdere colpi, bisogna recarsi in officina per risolvere ogni genere di problematica.

Quali sono le situazioni che possono verificarsi?
Numerose sono le cause plausibili che si nascondono dietro ad una perdita di efficacia. Dai sensori di temperatura al radiatore sporco, dai filtri antipolline intasati alla scarsa quantità di fluido refrigerante nel relativo circuito, le ipotesi non mancano e vanno tutte tenute in massima considerazione. Se invece il condizionatore smette definitivamente di funzionare, la colpa potrebbe essere dovuta alla rottura del compressore.

Compressore e filtro: due pezzi fondamentali per un climatizzatore auto
In generale, un corretto impianto di aria condizionata può dipendere da due pezzi fondamentali, grazie ai quali ciascun apparecchio è in grado di assolvere al meglio i propri compiti.
– La prima componente da tenere d’occhio è il compressore. Questo pezzo di ricambio trattiene il gas che esce dal relativo evaporatore. Un impianto del genere viene organizzato mediante una sequenza di pistoni di diversa cilindrata, che fa in modo che l’intero sistema sia in grado di assorbire potenza a seconda di quella che serve per garantire il giusto ricambio d’aria ad un’automobile.
– Il secondo fattore è il filtro dell’aria, conosciuto anche con la denominazione di filtro antipolline. Tale strumento serve per evitare che si possano diffondere cattivi odori, dovuti ad un inavvertito spargimento di germi e batteri. Anche questo piccolo apparecchio dovrebbe essere tenuto d’occhio con una certa frequenza. Se la situazione è recuperabile, è sufficiente ripulire il filtro con l’ausilio di prodotti detergenti. Se invece quest’ultimo non funziona più a dovere o si ottura in misura irreparabile, non si può fare altro che procedere alla sua definitiva sostituzione.

E i vostri climatizzatori come funzionano?
Se hanno bisogno di essere controllati o ricaricati non esitate a contattarci
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